La tua vecchia bambola

È ancora là dove l’hai lasciata,
col vestitino rosa,
con gli occhi accesi nel volto senza vita
dove riflessi i nostri giochi
d’amore conservano l’inutilità del tempo.

Giovanni Cuppari

Bambole in poesia (PDF)

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Blythe

Blythe è una doll alta circa 28 cm, con una testa sproporzionatamente grande. La sua caratteristica sono gli occhi che cambiano colore tirando una corda fissata sul retro della testa.

Blythe Doll è stata creata nel 1972 dai designer Allison Katzman a Marvin Glass ispiratisi ai disegni degli anni 60 di Margaret Keane. Prodotta ad Hong Kong, fu commercializzata negli Stati Uniti dalla ditta Kenner Products solo per un anno. Vi erano quattro modelli: una brunetta con la frangia, una bionda pettinata con le righa in mezzo, una rossa con la frangia ed una bruna scura con la frangia. La prima collezione prevedeva dodici abiti diversi e quattro parrucche dai colori vivaci.

Nel 1997 viene regalata una bambola Blythe alla produttrice e fotografa Gina Garan che nel 2000 pubblica il libro fotografico “This is Blythe”.
Nel 2001 la società giapponese di giocattoli Takara inizia la produzione delle nuove edizioni di bambole Blythe (Neo Blythe) con immediato successo grazie anche ad un azzeccattisimo marketing, con apice nella primavera del 2009, quando Alexander McQueen per lanciare la nuova linea Target, utilizza le Blythe Dolls nella campagna pubblicitaria.
La produzione attuale prevede tre modelli di bambole Blythe: l’originale di 28 cm , la “Petit Blythe” di 11,2 cm, e presto è in arrivo sul mercato mondiale la “Middie Blythe”.
Sito web || Fonte

“Kafka e la bambola viaggiatrice”

“Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa“.
(da “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra)

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Bambini e Bambole

Bambini e Bambole

La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina,
i mobili di cucina,
e chicchere, e posate, e scodelle,
e un armadio con i vestiti
sulle stampelle, in folla,
e un ‘automobile a molla
con la quale
passeggia per il corridoio
quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto,
perfino altre bamboline
più piccoline,
anche loro con le loro scodelline,
chiccherine, posatine eccetera.
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco, perché
ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.
Gianni Rodari

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Shain Erin’s

Dal sito dell’artista:
Sono un artista ossessivo (dalla nascita) che lavoro soprattutto in scultura, pittura e media digitali.
Sono sempre stato affascinato con l’arte e mitologia e per circa gli ultimi dieci anni mi sono concentrato sulla ricerca e la definizione di una mitologia personale.Per questo motivo mi riferisco al mio lavoro di Neo-Mythic e vedo me stesso come creatore di artefatti che non sono mai esititi.
Negli ultimi anni mi sono preoccupato per le bambole: io li vedo come una lunga e sotto apprezzata forma d’arte con illimitate possibilità espressive. Sono ispirato da figure artistiche mondiali tradizionali (Kachina, bochia, nkisi, Namchi, ombre, ecc).Questi non sono giocattoli confortanti, ma possono essere difficili e provocanti, inquietanti e affascinanti, irrazionali e spaventosi, belli e tristi.Ultimamente ho sentito che è il momento di uscire dal mio guscio e iniziare a trovare un pubblico per il mio lavoro, per cui eccomi qui. Molti dei miei lavori sono disponibili per l’acquisto presso il mio Etsy Shop online e il mio sito ufficiale.

Sito || Gallery

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Hina Ningyo

Le Hina Ningyo sono un insieme di bambole ornamentali che raffigurano l’imperatore, l’imperatrice, gli attendenti e i musicisti della corte imperiale con vestiti di corte del periodo Heian.Le Hin Ningyo sono esposte durante l’Hinamatsuri, nota anche come Festa delle bambine, è una ricorrenza giapponese che cade il 3 marzo in questo giorno i familiari delle bambine pregano affinché vengano loro date bellezza e salute. Durante questa festività, infatti, si pensa che le bambine “passino” la sfortuna alle bambole, allontanandola da loro stesse.

Storia:
Questa celebrazione risale all’incirca alla metà del VII secolo, durante il periodo Heian ed era fondato sulla credenza che le bambole avessero il potere di contenere gli spiriti malvagi e le malattie corporali. Essa trae le sue radici dall’antico cerimoniale dell’hina-nagashi, durante il quale alcune bambole di paglia venivano posate lungo il corso di un fiume affinché portassero via con sé gli spiriti maligni ed i cattivi auguri. Poiché le bambole finivano spesso nelle reti dei pescatori, ora le bambole vengono recuperate e poi bruciate nel tempio anziché essere lasciate libere di andare verso il mare.

Le bambole tradizionali:
Le bambole, che rappresentano la corte imperiale del periodo Heian, vengono disposte su una piattaforma a gradini detta hina dan coperta da un telo rosso con una strisca arcobaleno in fondo che prende il nome di hi-mosen, mentre il set delle bambole decorative viene detto hina-ningyo.La piattaforma è costituita da sette gradini. Nel primo si collocano le bambole che rappresentano l’imperatore e l’imperatrice. Solitamente dietro di loro viene posto un piccolo paravento dorato; possono esserci anche due lanterne di carta o seta poste sui lati. Possono esserci anche degli accessori per separare l’imperatore dall’imperatrice, ad esempio due piccoli vasi. Originariamente l’imperatore era a destra mentre ora si colloca sul lato sinistro.Nel secondo gradino ci sono tre dame di corte separate da due piccoli tavolini rotondi con sopra un dolce di stagione, escluso l’hishimochi. Nel terzo gradino si trovano cinque musicisti posizionati in base allo strumento; da destra verso sinistra sono collocati: un suonatore con un piccolo tamburo seduto, un suonatore con un tamburo grande in piedi, un altro suonatore di percussioni in piedi, un suonatore di flauto seduto e infine un cantante seduto.Nel quarto gradino ci sono due ministri; il più giovane è posto sulla destra, il più anziano sulla sinistra. A volte sono dotati di arco e frecce. Tra le due figure sono posti due tavolini.Nel quinto gradino ci sono tre samurai, che proteggono l’imperatore e l’imperatrice e portano in mano un rastrello, una paletta e una scopa. Le loro espressioni rappresentano pianto, riso e rabbia.Nel sesto gradino ci sono gli oggetti che la corte usa all’interno del palazzo, mentre nel settimo quelli che usa quando è lontana dal palazzo.

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Matrioska

Una Matrioska o Matriosca, è un caratteristico insieme di bambole, tipico della tradizione russa, che si compone di pezzi di diverse dimensioni realizzati in legno, ognuno dei quali è inseribile in uno di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti ed è vuoto al suo interno, salvo il più piccolo che si chiama “seme”. La bambolina più grande si chiama invece “madre”.La prima matrioska di cui si ha notizia risale alla fine del XIX secolo, un periodo che per la Russia fu, oltre che di grandi mutamenti sul piano sociale, epoca di grande sviluppo economico e culturale.Nell’anno 1900, all’Esposizione mondiale di Parigi, la matrioska fu premiata e riconosciuta come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo. Da allora ha rispecchiato nella sua espressione artistica la vita e la storia della Russia.La matrioska più grande del mondo è stata costruita nel 2003 negli Stati Uniti ed è composta da 51 pezzi.

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Anna Zueva

Anna Zueva è una creatrice di bambole dal 1990. Le sue creazioni sono le più gettonate tra gli appassionati di bambole d’arte da collezione. Anna Zueva realizza dalle 6-10 bambole in un anno. Le bambole sono tridimensionali e i particolari molto precisi. Misurano 60 cm da cima a fondo. I materiali sono paperclay, acrilico, tessuti, ecc , i vestiti sono fatti a mano su misura per ogni singola bambola. Come regola generale, Anna Zueva rende le sue bambole un solo esemplare diventando pezzi unici!

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Bambole Amish

Le Bambole Amish sono bambole di pezza e fanno parte della tradizione popolare americana. Nate come giocattoli per bambini tra la gente Amish. Mentre alcune bambole hanno il volto, quelle più note non le hanno, per poter sottolineare il fatto che tutti sono uguali agli occhi di Dio.

Ci sono diverse storie sulle origini di queste bambole senza volto. Una storia racconta che a una giovane ragazza Amish è stata regalata una normalissima bambola di pezza con una faccia, per Natale. Suo padre si arrabbiò e tagliò la testa alla bambola. Il padre disse “Solo Dio può creare le persone.” Poi ha sostituito la testa con una calza ripiena, ovviamente senza volto. La bambina giocò felicemente con la bambola per molti anni.
Uno studio sociologico del 2007 dice che le bambole sono senza volto perché “tutti sono uguali agli occhi di Dio”, e che la mancanza di caratteristiche facciali concorda con il comandamento della Bibbia contro le immagini scolpite.

La maggior parte delle bambola Amish erano anonime. L’unica eccezione era per Lizzie Lapp (1860-1932) della contea di Lancaster, in Pennsylvania, che ha venduto le sue bambole specificando il proprio nome. Bambole simili sono state fatte da membri di chiese Mennoniti, un gruppo religioso correlato.

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