Archive of ‘Altre bambole’ category

Blythe

Blythe è una doll alta circa 28 cm, con una testa sproporzionatamente grande. La sua caratteristica sono gli occhi che cambiano colore tirando una corda fissata sul retro della testa.

Blythe Doll è stata creata nel 1972 dai designer Allison Katzman a Marvin Glass ispiratisi ai disegni degli anni 60 di Margaret Keane. Prodotta ad Hong Kong, fu commercializzata negli Stati Uniti dalla ditta Kenner Products solo per un anno. Vi erano quattro modelli: una brunetta con la frangia, una bionda pettinata con le righa in mezzo, una rossa con la frangia ed una bruna scura con la frangia. La prima collezione prevedeva dodici abiti diversi e quattro parrucche dai colori vivaci.

Nel 1997 viene regalata una bambola Blythe alla produttrice e fotografa Gina Garan che nel 2000 pubblica il libro fotografico “This is Blythe”.
Nel 2001 la società giapponese di giocattoli Takara inizia la produzione delle nuove edizioni di bambole Blythe (Neo Blythe) con immediato successo grazie anche ad un azzeccattisimo marketing, con apice nella primavera del 2009, quando Alexander McQueen per lanciare la nuova linea Target, utilizza le Blythe Dolls nella campagna pubblicitaria.
La produzione attuale prevede tre modelli di bambole Blythe: l’originale di 28 cm , la “Petit Blythe” di 11,2 cm, e presto è in arrivo sul mercato mondiale la “Middie Blythe”.
Sito web || Fonte

Bambole Amish

Le Bambole Amish sono bambole di pezza e fanno parte della tradizione popolare americana. Nate come giocattoli per bambini tra la gente Amish. Mentre alcune bambole hanno il volto, quelle più note non le hanno, per poter sottolineare il fatto che tutti sono uguali agli occhi di Dio.

Ci sono diverse storie sulle origini di queste bambole senza volto. Una storia racconta che a una giovane ragazza Amish è stata regalata una normalissima bambola di pezza con una faccia, per Natale. Suo padre si arrabbiò e tagliò la testa alla bambola. Il padre disse “Solo Dio può creare le persone.” Poi ha sostituito la testa con una calza ripiena, ovviamente senza volto. La bambina giocò felicemente con la bambola per molti anni.
Uno studio sociologico del 2007 dice che le bambole sono senza volto perché “tutti sono uguali agli occhi di Dio”, e che la mancanza di caratteristiche facciali concorda con il comandamento della Bibbia contro le immagini scolpite.

La maggior parte delle bambola Amish erano anonime. L’unica eccezione era per Lizzie Lapp (1860-1932) della contea di Lancaster, in Pennsylvania, che ha venduto le sue bambole specificando il proprio nome. Bambole simili sono state fatte da membri di chiese Mennoniti, un gruppo religioso correlato.

Gallery

amish-dolls--element3

IMG_7738 amish-doll Amish_Dolls

Kokeshi

Le Kokeshi sono un tipo di bambole tradizionali giapponesi, originarie della regione di Tōhoku. Realizzate manualmente in legno, hanno un busto semplice cilindrico e una larga testa sferica, con poche linee stilizzate a definire i caratteri del viso. Una caratteristica delle bambole Kokeshi è la mancanza di braccia e gambe.All’inizio del Novecento divennero talmente famose, che in Russia furono prese a modello dall’inventore della prima matrioska. Oltre a ornare le case giapponesi, sono ritenute di buon auspicio contro la cattiva sorte e considerate un raffinato oggetto da collezione da regalare a persone molto speciali.

Tipi
Esistono due tipi fondamentali di Kokeshi:
Le Kokeshi “tradizionali” (伝統こけし dentō-kokeshi?) hanno solitamente un busto più lungo e una testa più piccola, e sono diffuse soprattutto nella Prefettura di Miyagi, in quella di Akita, di Iwate e di Yamagata. I disegni del busto e la loro forma sono però caratteristiche della zona di produzione, che sono rimasti pressoché invariati dalle origini.La strada principale della città di Naruko, nella Prefettura di Miyagi è conosciuta come Kokeshi Street per via dei numerosi negozi artigianali specializzati nella produzione di queste bambole.
Le Kokeshi “creative” (新型こけし shingata-kokeshi?) si distinguono da quelle “tradizionali” per il busto più corto e arrotondato da una parte, dall’altra per l’uso di colori e motivi più moderni; sviluppate e diffuse dopo la fine della Seconda guerra mondiale, possono essere trovate facilmente anche nelle grandi città, poiché non sono specifiche di nessuna zona del Giappone.

Sito || Gallery

kokeshi-doll-from-Takayama

Studio - Kokeshi 6910956-kokeshi-dolls kokdoppie

Waldorf Doll

Le bambole Waldorf sono bambole di stoffa morbide e semplici, realizzate a mano in
materiali naturali. Imbottite di lana di pecora, queste bambole si scaldano tra le braccia del
bambino, dando l’impressione di una bambola “viva”.
I lineamenti sono appena accennati, il che permette al bambino di interpretarne
l’espressione in base alle proprie preferenze o ai propri stati d’animo.
Potrete trovare queste bambole nelle scuole steineriane, soprattutto in occasione dei
mercatini di Natale. I prezzi sono piuttosto elevati, ed il motivo è che realizzare una bambola
Waldorf richiede un lavoro lungo e minuzioso. I materiali sono inoltre di ottima qualità.
Se decidete di creare la vostra, armatevi di pazienza e non scoraggiatevi se non riuscite come
vorreste al primo tentativo. Non abbiate fretta, e soprattutto non abbiate paura di scucire,
disfare e ricominciare.
Probabilmente le prime bambole che realizzerete non saranno esattamente come speravate.
Non per questo i vostri bambini le apprezzeranno meno. Una bambola fatta a mano con
amore è sempre un regalo gradito. Spesso le prime bambole, le più rudimentali, restano le
preferite.
Le bambole Waldorf costano molto, che sia in termini di tempo o di denaro. Ma durano una
vita. Nelle famiglie di tradizione steineriana, queste bambole vengono spesso tramandate di
madre (o padre) in figlio.
Le bambole Waldorf sono adatte ai maschi come alle femmine. Qualcuno trova strano che
un bambino (maschio) giochi con le bambole.
Vorrei rassicurare chi la pensa in questo modo: i bambini, fino all’età di sei-sette anni,
imitano gli adulti che hanno intorno. Un bambino, maschio o femmina che sia, che passa la
maggior parte del tempo con la mamma, giocherà a passare l’aspirapolvere, a cucinare, a
stirare. A meno che non gli si dia una pistola giocattolo e lo si piazzi davanti alla TV per
permettergli di ispirarsi a modelli più “virili”.
Un bambino che vede la sua mamma accudire la sorellina (o il fratellino) giocherà a cambiare
la bambola. Mio figlio ha avuto la fortuna di vedere anche suo padre occuparsi tanto di lui
quanto di sua sorella, ed è proprio con lui che si identifica. Quando mette a letto il suo
bambolotto, questo gli risponde “buonanotte papà”, e non “buonanotte mamma”. Leonardo
sa di essere un maschio, ma sa anche che un uomo può occuparsi dei suoi figli senza per
questo essere meno uomo, anzi. Sono sicura che, un giorno, sarà un ottimo papà.

Gallery

getDynamicImage

x480-531 waldorfdoll_zps762f6ad7 kathe-kruse-waldorf-dolls-miyu

Posted in Altre bambole | Commenti disabilitati su Waldorf Doll

Momiji Doll

Le Momiji Dolls (in giapponese “foglia d’acero”) sono le bambole dell’amicizia che si ispirano alle Kokeshi tradizionali giapponesi.

Ma andiamo con ordine, intanto due righine per spigare cosa è una Kokeshi.

Le Kokeshi sono le tradizionali bambole giapponesi in legno dipinte a mano dal design stilizzato e delicato e quasi sempre rappresentanti figure femminili di diversa fattura a seconda del luogo di origine. Si regalano a persone care e sotto ogni bambolina viene inciso il nome del destinatario.

In Gran Bretagna, a partire dal 2006, hanno creato invece le MOMIJI DOLLS che riprendono lo stile delle Kokeshi anche se hanno un aspetto più simpatico, trandy e moderno. Sono alte 8/9cm in resina pesante dipinta a mano. Indossano kimoni dai colori sgargianti e portano capelli e acconciature accattivanti, a completare il tutto hanno un design contemporaneo molto vicino allla cultura kawaii e ai manga. Ognuna ha un suo motto e l’indicazione di ciò che ama. Sulla base c’è un piccolo foro dove inserire un messaggio speciale per la persona che riceve la bambolina. Ce ne sono per ogni occasione, di varie forme e colori e vanno rapidamente fuori catalogo.

Sito || Gallery
celebrations-dolls-1

dsc_0027-copy bookclub Momiji-Doll-momiji-message-dolls-32697148-1000-1000

Mezze Bambole o Half Dolls

Le mezze bambole o half dolls sono bambole prive di funzione ludica ma capaci di svolgerne, nello stesso tempo, una pratica ed una ornamentale.
Esse raffigurano agili e leggiadre figure femminili a mezzobusto elegantemente atteggiate.
Intorno alla vita particolarmente affusolata presentano dei fori passanti circolari, creati per legarvi ampie corolle di stoffa, destinate a decorare e rivestire una varietà di oggetti come lampade, bottiglie da toilette, barattoli di cipri, cuscinetti puntaspilli e altro.
Le prime testimonianze scritte che accennano alla loro esistenza risalgono al lontano 1747. Furono molto in voga, tra l’aristocrazia, nel regno della regina Vittoria. Al’inizio del Novecento, lanciate sul mercato europeo e statunitense dal’industria del giocattolo tedesca, la loro popolarità crebbe tantissimo. Rimasero sul mercato fino al 1949.
Realizzate principalmente in porcellana Bone China, ma anche in composition, biscuit, cera e legno, le mezze bambole furono proposte indifferenti versioni. Le più pregiate provengono dalla Sassonia, dalla Thuringiae dalla Baviera. Bambole di squisita fattura furono realizzate, però, anche in America, nel Regno Unito e in Italia da Capodimonte.
Oggi possono essere trovate nei negozi e nei mercatini d’antiquariato, alle esposizioni di bambole e alle aste. Gli elementi che stabiliscono il loro valore di mercato sono la foggiatura delle forme, la copertura della superficie, la lavorazione dei decori, le condizioni del pezzo,la rarità, il marchio, e il formato. In base alla fattura, una mezza bambola può essere stimata dai 50 ai 3000 euro.
Particolarmente ricercate dai collezionisti e con un notevole valore commerciale sono le mezze bambole commissionate nel 1862, come gadget pubblicitari, dal viennese Walter Baker, proprietario di una fabbrica di prodotti a base di cioccolato, alla fabbrica tedesca di porcellana W.Goebel. Le bambole realizzate in edizione limitata riproducono l’immagine del dipinto Belle Chocolatier del pittore svizzero Jean Etienne Liotard.
Nel 1975, al’asta di giocattoli antichi Theriault, le bambole Baker hanno raggiunto il prezzo più elevato conosciuto mai per una mezza bambola in porcellana.

Gallery

11234983_264116350425517_4055705064767027547_n

OLYMPUS DIGITAL CAMERA 2012-07-31 3452058122_f35c627503

Posted in Altre bambole | Commenti disabilitati su Mezze Bambole o Half Dolls

Teru Teru Bozu

Il Teru teru bōzu o Teru bōzu è una bambola tradizionale del folklore giapponese.
È fatta di carta o stoffa di colore bianco ed è tradizionalmente diffusa in ambiente rurale, dove veniva appesa dai contadini fuori dalla finestra. La bambola fungeva da amuleto per allontanare la pioggia e richiamare il bel tempo. La parola giapponese Teru è un verbo che significa risplendere e bōzu è il monaco buddista
Il Teru bōzu è protagonista di una famosa Warabe uta, un tipo di filastrocca infantile giapponese, che recita:

« Teru Teru Bozu, Teru Bozu,
portami il sole domani
Se il cielo sarà sereno come lo sogno
ti regalerò un campanello dorato.
Teru Teru Bozu, Teru Bozu,
portami il sole domani
Se ascolterai le mie preghiere
ti donerò del sake dolce
Teru Teru Bozu, Teru Bozu,
portami il sole domani
Se sarà nuvoloso ti staccherò la testa »

Traduzione del testo seguente e della sua traslitterazione:

« てるてる坊主てる坊主
あした天気にしておくれ
いつかの夢の空のよに
晴れたら金の鈴あげよ
てるてる坊主てる坊主
あした天気にしておくれ
私の願を聞いたなら
あまいお酒をたんと飲ましょ
てるてる坊主てる坊主
あした天気にしておくれ
それでも曇って泣いたなら そなたの首をチョンと切るぞ»

« Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu,
ashita tenki ni shite o-kure.
Itsuka no yume no sora no you ni
haretara gin no suzu ageyo.
Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu,
ashita tenki ni shite o-kure.
Watashi no negai wo kiita nara
amai osake wo tanto nomasho.
Teru-Teru Bouzu, Teru Bouzu,
ashita tenki ni shite o-kure.
Moshi mo kumotte naitetara sonata no kubi wo chon to kiru zo. »

Significato dell’amuleto e costruzione

L’uso del Teru bōzu deriverebbe dalla sua capacità di impaurire Amefushi, lo spirito della pioggia. Amefushi è considerato nemico dei bambini perché impedisce di andare a giocare all’aperto.
Amefushi in realtà non è cattivo; ha solo bisogno di sentirsi accettato dagli altri bambini con i quali vorrebbe giocare, ma visto che porta la pioggia viene sempre allontanato. Per tale motivo, si vendica facendo dispetti a chi lo ha cacciato.
Il Teru bōzu viene costruito ricoprendo un oggetto sferico (che costituirà la testa) con della stoffa o della carta bianca, che viene fissata con un nodo fatto sotto la testa. Di seguito, si disegnano occhi, naso e bocca. Va posizionato fuori la finestra, appeso all’ombrello o in altre maniere. il Teru bōzu spaventerà a morte l’Amefushi e il sole tornerà a splendere.

Gallery

SONY DSC

Teru_Teru_Bouzu_by_Ki_Maru Teru-Teru-Bozu teruterubozu1

Posted in Altre bambole | Commenti disabilitati su Teru Teru Bozu

Porcellana Capodimonte

Le porcellane di Capodimonte, uno dei vanti della produzione artigianale partenopea, legano le loro origini al fasto della dinastia borbonica. Nel 1743, re Carlo di Borbone e sua moglie Amalia di Sassonia decisero di fondare un centro di produzione di porcellane all’interno della loro Reggia di Capodimonte, spinti dal desiderio di realizzare una porcellana simile a quella tedesca, prodotta nella fabbrica di Meissen.
Nacque così la Real Fabbrica di Capodimonte, la cui produzione fu considerata in seguito, addirittura superiore a quella tedesca e francese. Infatti, il particolare impasto di pasta tenera ad alto contenuto feldspatico esaltava la resa delle miniature eseguite in punta di pennello e creava un particolare effetto di “sottovetro”, che rendeva queste piccole opere d’arte uniche al mondo.
Nel 700′ alcune personalità di spicco come lo scultore Giuseppe Gricci, il chimico Livio Vittorio Scherps e il decoratore Giovanni Caselli diedero un importante contributo alla composizione dell’impasto della porcellana, migliorandone la qualità. Inoltre, il Gricci realizzò il famoso Salottino di porcellana della regina Amalia, considerato la più completa espressione dello stile artistico di Capodimonte.
Ma il periodo più florido della Real Fabbrica di Capodimonte si colloca certamente nell’ultimo ventennio del XVIII secolo quando nasce una vera e propria scuola d’arte guidata da Domenico Venuti, che diede vita a preziosissimi servizi di porcellane, conservati attualmente al Museo di Capodimonte. Attualmente, la Real Fabbrica di Capodimonte è diventato uno dei maggiori musei di Napoli che conserva i pezzi più celebri della tradizione partenopea. Tuttavia, la produzione artigianale delle porcellane di Capodimonte non si è mai arrestata, ma ha continuato a vivere fino ai giorni nostri, conservando il primato dell’eccellenza in tutto il mondo.

I prodotti

La porcellana Capodimonte non è solo conosciuta per via delle graziose bambole, finemente dipinte a mano ed i cui vestiti sono realizzati con stoffe e pizzi di alta qualità. La produzione si estende infatti anche a bomboniere, presepi, angioletti e fatine, centrotavola, maschere carnevalesche, uova di pasqua, senza contare preziose statuette d’epoca raffiguranti damine in abiti ottocenteschi.
La linea Sibania utilizza ugualmente la porcellana Capodimonte come materia prima per le sue creazioni.

Sito || Gallery

20130315_200905_zps0fb133d4

Foto 056 10562725_194641880706298_4671121751983738102_o 1498763_194641897372963_5132663217696515384_o

Posted in Altre bambole | Commenti disabilitati su Porcellana Capodimonte

Pidgin Doll

Lanciate nell’ottobre 2012, le bambole Pidgin sono una tipologia di ball-jointed dolls, curate dall’artista, illustratore e scultore di bambole Joshua David McKenney.
Nato a Brooklyn, l’artista si trasferì a New York nel 1999 per frequentare la Parson School of Design e diventò così un illustratore professionista.
Dopo anni trascorsi a creare arte bidimensionale, l’artista cominciò nel 2009 a sperimentare la creazione di bambole attraverso diversi materiali, di cui la resina, la porcellana, la stoffa e la carta.
Secondo McKennedy, le bambole Pidgin rappresentano il suo amore e rispetto nei confronti delle donne.
Le sue star di riferimento sono la super modella Kate Moss e la cantante islandese Bjork, due personalità che idolatra sin dalla giovinezza.
Il nome Pidgin deriva dalla parola pigeon (piccione), nome attribuito alla ragazza di uno schizzo da lui disegnata con indosso un cappello con un piccione. La ragazza piccione è, per lui, una ragazza di città dallo spirito libero, un po’ stravagante e volubile.

Sito || Gallery

DSC_0038

IMG_1223 IMG_1788 IMG_8948

Pullip

Le Pullip sono delle bambole da collezione create da Cheonsang Cheonha della Corea del Sud, nel 2003. Le Pullip hanno una testa sproporzionata in resina su corpo snodato in plastica, con occhi intercambiabili i quali possono cambiare posizione. Le Pullip furono commercializzate per la prima volta da Jun Planning in Giappone, e successivamente commercializzate da Groove in Corea, dall’inizio del 2009. Pullip significa ‘Stelo d’erba/foglia’ in Coreano.
Dal rilascio dell’originale bambola femminile, altre linee di bambole sono state aggiunte: bambole del compagno maschile Namu (albero) e Taeyang (sole), la sua sorella più giovane Dal (luna), ed il migliore amico di Dal, Byul (stella). Dal 2011 le serie di bambole hanno acquisito un nuovo membro, Isul (rugiada), che si suppone sia il fratello minore di Pullip. C’è anche una linea di miniature delle Little Pullip e Little Dal. (Adesso chiamate Little Pullip/Dal e Docolla). Le bambole Pullip sono spesso personalizzate. Le versioni più recenti hanno parrucche che possono essere sostituite, ed il colore degli occhi può essere cambiato facilmente. Molti collezionisti decidono anche di personalizzare il trucco della propria Pullip, usando materiali appositi.

Design
Pullip ha un unico meccanismo oculare che permette agli occhi di muoversi e a fare l’occhiolino usando delle levette posizionate dietro la nuca. Le Pullip rilasciate dopo il 2008 possono chiudere completamente gli occhi. Sono altamente snodate e possono essere personalizzate. Sono alte 12 pollici includendo la testa sproporzionata (Che è nella scala 1/3) al corpo di 9 pollici. (In scala 1/6)
Il corpo snodato delle Pullip ha subito diverse modifiche. I primi erano meccanici con viti in vista, il corpo “Type 1”. Le prime tre bambole (Moon, Street e Wind) hanno il collo che può scattare facilmente, difetto corretto con le versioni successive. Il corpo Type 1 è l’unico fornito di radice dei capelli, e tutti i modelli successivi avrebbero indossato parrucche.
A partire da Gennaio 2004 con il rilascio di Venere, Pullip ebbe un corpo nuovo. Il corpo “Type 2” non aveva viti in bella vista, un torso morbido, e con giunture distanti. Questo corpo ha ebbe proporzioni più realistiche, e fino ad oggi è il corpo più posabile. Gli svantaggi di questo corpo è la pelle che può cadere o tirare troppo facilmente, il torso morbido si incastra all’anca, e la plastica del corpo ha la tendenza a fondere in determinate condizioni ambientali, per lo più caldi ed umidi.
Con il rilascio di Lan e Lan Ai Ake nel 2005, un nuovo corpo è stato creato. Il “Type 3” ha meno giunzioni, una forma più minuta e più infantile. Anche se più robusto rispetto ai suoi predecessori, è il meno posabile. Un problema comune è la rottura del polso o della mano.
Gennaio 2009, con il rilascio di Neo Noir, fu fornito un nuovo corpo. Il “Type 4” è più posabile rispetto al tipo 3, ed utilizza una giunzione al polso che evita danni. I problemi più comuni con il Type 4 corpo sono larghi piolini per le articolazioni del polso e al ginocchio, causando arti di scivolare facilmente a parte. La divisione gamba verticale comune a corpi di tipo 1 è stato anche conosciuti per accadere alle ginocchia di tipo 4.

Sito ufficiale || Sito giapponese || Sito americano || Gallery

SONY DSC

466580_114142655422888_1638023027_o 9365995426_7c2437fc08_b _-___-(4)

1 2